Le strada ferrate delle solfare

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso

Le strada ferrate delle solfare

Messaggio  Admin il Gio Ago 04, 2011 12:18 pm

Articolo di PAOLO RUMIZ pubblicato su Repubblica, che vale proprio la pena di riportare integralmente anche quì.

Arrivai a Castrofilippo una sera arancione d'aprile con una luna gravida all'ottavo mese, sensuale, già araba. Il terreno era crivellato di solfare chiuse con i loro scheletri di ferro, ma la terra emanava lo stesso odore di zolfo per il trattamento delle vigne. Col buio poi si sparse il profumo dei gelsomini, e da una terrazza con vista su Racalmuto rimasi a sorseggiare una birra fredda tra i grilli, mentre nelle campagne i cani si chiamavano, disegnando come un'ecografia di quel terreno inquieto. I cani, anime abbandonate, erano stati adottati dalle rovine, e ora erano a loro volta guardiani dell'abbandono.

In anni di viaggi in Italia avevo collezionato un'infinità di ruderi, solitudini e case abitate dal vento. La mia strada era sempre più spesso sbarrata da sterpaglie, ruggine, foreste di robinie, muri sbrecciati, roveti o capannoni dismessi. Un tale percorso di guerra che la Penisola a un certo punto mi parve abitata più dai fantasmi che dai vivi. A volte erano abbandoni fulminei e inspiegabili, altre volte il risultato di incuria e vandalismo: ma sempre erano pietre mute sotto una luna selvaggia. Avevo visto di tutto, e solo una cosa mi mancava. La rovina di una cosa mai nata. Il disfacimento dell'incompiuto. All'inizio pensavo che nemmeno esistesse, ma mi sbagliavo. Lo capii quando l'amica Valentina Scaglia, indomabile esploratrice, mi parlò di questa sublime categoria dell'abbandono, e mi indicò un luogo preciso, la ferrovia a scartamento ridotto, mai inaugurata, tra Canicattì e Riesi, in Sicilia. Disse che era un manufatto relativamente integro, con stazioni, caselli, viadotti, gallerie e case cantoniere. Una meraviglia che tagliava un paesaggio desertico “da film di Sergio Leone”. Quarantuno chilometri e mezzo percorribili a piedi o in motocicletta tra il finocchietto e le cicale.

L'indomani partii di buon'ora, ma fu precauzione inutile perché già alle dieci un sole africano martellava la massicciata attorno a Delìa. La strada ferrata era una pista ghiaiosa senza binari né traversine, non perché queste fossero state tolte, ma semplicemente perché non erano mai state messe in opera. Era successo che, a lavori quasi finiti, nel 1940, era stata dichiarata la guerra e il ferro era diventato strategico. Così le rotaie non arrivarono mai, e mai una locomotiva passò.

Quel mattino il paesaggio era coperto di peluria verde, la Sicilia era ancor priva dei colori funerei dell'estate. Andai avanti veloce: il tratto più bello, mi aveva detto Enzo Giuliana, un ex minatore di Sommatino col vizio della memoria, veniva proprio dopo il suo paese, quando la linea si inabissava nella valle del Salso verso la miniera di Trabìa Tallarita, disegnando curve da ottovolante e gallerie elicoidali, per risalire poi verso Riesi.
Quando arrivai sul punto di scollinamento, rimasi senza fiato davanti a una conca immensa e giallina, solcata da potenti smagliature di un bianco gessoso che indicava le vene di zolfo. Ero davanti a un capolavoro di ingegneria che aveva vinto un dislivello pazzesco. Il senso dell'opera era trasparente: collegare la rete di solfare alla ferrovia maggiore Caltanissetta-Licata, in modo da rendere più svelto l'imbarco del minerale.

Cominciai così la discesa in uno degli spazi più desertici della Sicilia. Terreno perfetto per latitanti, rapimenti e agguati. Così mi era stato spiegato, con dovizia di nomi e dettagli truculenti, da quelli di Castrofilippo.
Volevo attraversare anche le gallerie più lunghe, ma il buio era poco raccomandabile anche con la lampadina frontale, e mi avevano avvertito della possibilità di crolli. Gli ingressi, con la volta segnata dalla stampigliatura “Anno IX era fascista” erano ingombri di terra e vegetazione alta fino alle spalle. Da un anfratto sbucò una lepre come una palla di schioppo. Poi fu la volta di un cinghiale di pessimo carattere. Meglio stare all'aperto, godersi i viadotti dalle magnifiche arcate che segnavano il territorio come acquedotti romani. Scesi scontando nell'anima la tempesta di un conflitto molto siculo, tra incuria e bellezza.

Arrivai sul fondovalle e il senso di abbandono crebbe. Il ponte che superava il Salso era stato amputato da una piena, la stazione murata. Lungo il fiume, la strada nazionale 557 che sulla carta del Touring collegava direttamente Ravanusa all'autostrada per Enna, era chiusa. Anzi, non era stata mai aperta. Come la ferrovia, era anch'essa una grande incompiuta in rovina. La transitava solo qualche camion, tanto per tenere vivo l'appalto mangiasoldi. Era così vuota che potei percorrerla a piedi sulla mezzeria. E da lì potei vedere le rovine della grande solfara, Trabia-Tallarita, una montagna di ferro spolpato dai vandali. Decisamente, ero nell'epicentro di una tempesta di abbandoni.

Enzo Giuliana, il cuntastorie della miniera, mi aspettava lì vicino, all'ingresso del museo dello zolfo che, con le sue ordinate collezioni, sembrava davvero l'unico contrappunto allo sfacelo. Quando andammo a camminare tra i resti della miniera ed Enzo cominciò a narrare senza una sbavatura di retorica una grande storia di fatica, di gloria, di sangue e lavoro, capii che la ferrovia estinta era stata solo una soglia per farmi entrare in quel mondo sulfureo, abitato dagli dei o dai demoni del Profondo. Parlava con rabbia, il custode della memoria, e lentamente la rievocazione divenne anatema, parole digrignate contro i saccheggiatori “delinquenti disgraziati bastardi”.

“Con i camion vengono sti maledetti, in vent'anni s'hanno carriatu tonnellate e tonnellate di ferro, delinquenti, oggi si portano via anche i muretti a secco per le loro ville, e se gli dici qualcosa ti puntano contro la pistola, disgraziati bastardi... Talìa, via le funi, via le travi, via le grondaie, si pigliarono la nostra identità più bella”. Camminammo in mezzo a scheletri rugginosi, scavalcando mucchi di pietre cadute coperte d'ortica. Quattromila uomini avevano lavorato là sotto, ma nulla era più visitabile. Anche la miniera di Cozzo d'Isi, la meno malandata, era percorribile solo con laboriosi permessi ministeriali o palermitani. Ero di fronte all'occultamento criminale di una storia grandiosa.

Fu lì che Enzo indicò il sottosuolo e fu come se il bastoncino di un rabdomante disegnasse il labirinto dove per oltre un secolo uomini nudi, bambini gobbi e asini ciechi avevano sputato sangue in mezzo a nubi di giallo vapore. “Qui – disse picchiando il terreno col piede – qui è nato il nostro desiderio di libertà, qui la speranza, qui la lotta, e mi lasci dire, qui come in altri luoghi di sfruttamento è nata la nostra Costituzione, che è la più bella del mondo”. E aggiunse con gli occhi lustri: “Mi creda, non è un caso che i barbari si accaniscano su questi luoghi simbolo della nostra storia operaia”.
Il sole picchiava, tremendo. E io ero solo all'inizio della scoperta. L'indomani Enzo mi avrebbe dischiuso le porte dell'inferno.

Per chi volesse leggerlo direttamente sul sito di Repubblica il link è il seguente  Arrow  http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2011/08/04/news/prima_riga_seconda_riga-19770356/?inchiesta=%2Fit%2Frepubblica%2Frep-it%2F2011%2F06%2F29%2Fnews%2Fle_case_degli_spiriti-19648032%2F


Ultima modifica di Admin il Gio Ago 20, 2015 6:57 pm, modificato 1 volta

_____________________________
Roberto

Copiare e/o imitare l'AFS non è difficile: è semplicemente inutile [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]

Parcere subiectis et debellare superbos
avatar
Admin
SOCIO AFS
SOCIO AFS

Data d'iscrizione : 03.05.09

http://a-f-s.it

Tornare in alto Andare in basso

Re canicatti-riesi

Messaggio  bruvec1941 il Gio Ago 04, 2011 3:49 pm

Ebbene SI Caro Roberto.Lo ripeto a te ai siciliani, agli italiani. Non c'è più bisogno di leggere nè di eleggere
chi causa angoscia all'uomo. E' vergognoso vedere un vecchio parlare del sudore buttato in un lavoro....e trovarsi a dire ....ma per chi l'ho fatto? I soldi e le opere incompiute possono anche ANDARE.....
ma IL SUDORE DEI NOSTRI VECCHI LO DOBBIAMO BERE, e prendere esempio
ciao italiani di SICILIA VOSTRO BRUNO




avatar
bruvec1941

Data d'iscrizione : 10.04.11

Tornare in alto Andare in basso

Re: Le strada ferrate delle solfare

Messaggio  Gualtiero il Gio Ago 04, 2011 5:36 pm

Admin ha scritto:

Come la ferrovia, era anch'essa una grande incompiuta in rovina. La transitava solo qualche camion, tanto per tenere vivo l'appalto mangiasoldi. Era così vuota che potei percorrerla a piedi sulla mezzeria. E da lì potei vedere le rovine della grande solfara, Trabia-Tallarita, una montagna di ferro spolpato dai vandali. Decisamente, ero nell'epicentro di una tempesta di abbandoni.

Si vede che c'è lo zampino di Repubblica e delle sue classiche note controtendenza. L'appalto l'ha vinto la Tecnis e hanno iniziato i lavori per completare l'ultimo tratto della 626dir che dall'autostrada A19 collega la montagna con il mare attraverso la valle del Salso. Arteria cruciale e crocevia per lo spostamento di merci, turisti e pendolari che serve come il pane. Non pensa a puntualizzare che furuno i politici di ben altri colori a sucarsi tutti i piccioli dei cittadini, con gli appalti elettorali.
Qualche camion?????sono più di 20 tir che fanno avanti e indietro.

S.S. n. 626 dir
"Licata-Torrente Braemi" - Lavori di completamento del tratto
compreso tra la contrada Callara e la contrada Cipolla dell'estesa di
Km. 3+839,32 Lotto 8° - 1° stralcio;

Importo complessivo posto a base di gara, Euro 6.011.793,85 di cui
Euro 125.980,60 per oneri relativi alla sicurezza non soggetti a
ribasso.


[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]

ecco dove è finito il "ferro spolpato dai vandali":

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link]

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link]

_____________________________
Lc 24,1-12 : Perché cercate tra i morti colui che è vivo?
avatar
Gualtiero
SOCIO AFS
SOCIO AFS

Data d'iscrizione : 09.08.10

Tornare in alto Andare in basso

Re: Le strada ferrate delle solfare

Messaggio  Roberto Meli il Gio Ago 04, 2011 10:10 pm

Alcune foto della Canicatti-Riesi.
John,tu che sei la massima autorità nel campo delle stazioni dismesse,puoi dirci dove ci troviamo?

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]
avatar
Roberto Meli

Data d'iscrizione : 18.04.10

http://www.treniecartolinesicilia.it

Tornare in alto Andare in basso

Re: Le strada ferrate delle solfare

Messaggio  Steam1958 il Gio Ago 04, 2011 10:18 pm

Fantastiche Roberto. Foto semplimenente fantastiche!!!!

Bravo

Steam1958

Data d'iscrizione : 09.05.10

http://www.ferroviekaos.it

Tornare in alto Andare in basso

Re: Le strada ferrate delle solfare

Messaggio  john il Gio Ago 04, 2011 11:00 pm

Roberto, ho individuato tutti i posti: la prima è dopo un paio di km da Canicattì, a fianco della strada per Delia. L'ultima è Trabia-Tallarita.
Io ho scritto alla Repubblica non appena ho visto stamattina l'articolo osservando che:

Ho letto con emozione il bell'articolo poetico di Rumiz su questa ferrovia dismessa.
Sono un appassionato di ferrovie con una particolare passione per le ferrovie dismesse, dello scartamento ridotto comprendente anche quelle non entrate in esercizio.
Anche se il reportage di Rumiz è senz'altro interessante, a mio avviso non comprende l'opera forse più particolare di questa linea: la galleria elicoidale
tra le stazioni di Trabia-Tallarita e Riesi.
Questa particolare, bellissima linea, l'ho studiata tutta con una documentazione fotografica, molte strutture sono perfette dopo tanti anni e concordo con Rumiz che vederla è una emozione particolare.

Ogni tanto si riparla di questa ferrovia, ma purtroppo non si fa nulla per valorizzarla.

john

Data d'iscrizione : 25.04.10

Tornare in alto Andare in basso

Re: Le strada ferrate delle solfare

Messaggio  freccia del sud il Ven Ago 05, 2011 7:53 pm

parecchie foto e info si possono trovare anche sul sito :

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link]

che spettacolo queste zone dell'entroterra siciliano!!!!
avatar
freccia del sud

Data d'iscrizione : 10.01.11

Tornare in alto Andare in basso

Re: Le strada ferrate delle solfare

Messaggio  Ospite il Mar Ago 16, 2011 3:12 pm

solo qualche camion? allucinante ma che scrive questo qua.

tralasciando questo discorso inutile. la miniera di trabia-tallarita merita di essere visitato perche' è stato trasofmrato in parco tematico come museo delle zolfatare. merita di essere visitato,bellissime foto e tanto altro. in quell'area passa la ferrovia canicatti-riesi.

Ospite
Ospite


Tornare in alto Andare in basso

Re: Le strada ferrate delle solfare

Messaggio  Admin il Gio Ago 20, 2015 7:00 pm

D'estate, nel corso delle ferie, c'è più tempo da dedicare alle ricerche e così oggi mi sono imbattuto in qualcosa di straordinario (almeno per me).
Approfitto di questo topic "ormai datato" per proporvi questa immagine scovata sulla rete

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]

_____________________________
Roberto

Copiare e/o imitare l'AFS non è difficile: è semplicemente inutile [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]

Parcere subiectis et debellare superbos
avatar
Admin
SOCIO AFS
SOCIO AFS

Data d'iscrizione : 03.05.09

http://a-f-s.it

Tornare in alto Andare in basso

Re: Le strada ferrate delle solfare

Messaggio  Gualtiero il Gio Ago 20, 2015 7:17 pm

Davvero incredibile!!!  Shocked Shocked

_____________________________
Lc 24,1-12 : Perché cercate tra i morti colui che è vivo?
avatar
Gualtiero
SOCIO AFS
SOCIO AFS

Data d'iscrizione : 09.08.10

Tornare in alto Andare in basso

Re: Le strada ferrate delle solfare

Messaggio  john il Gio Ago 20, 2015 8:08 pm

Complimenti Roberto! Forse neanche Primo David l'ha vista!

john

Data d'iscrizione : 25.04.10

Tornare in alto Andare in basso

Re: Le strada ferrate delle solfare

Messaggio  Admin il Ven Ago 21, 2015 9:28 am

john ha scritto:Complimenti Roberto! Forse neanche Primo David l'ha vista!

Carissimo John, ben ritrovato sul forum Exclamation

Penso, anzi sono certo, che Primo David conosca questa immagine tratta da una rara cartolina.

Si tratta della nota ferrovia mineraria Sikelia, le cui vicende sono ricostruite su questa pagina di wikipedia
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link]

Un caro saluto.

_____________________________
Roberto

Copiare e/o imitare l'AFS non è difficile: è semplicemente inutile [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]

Parcere subiectis et debellare superbos
avatar
Admin
SOCIO AFS
SOCIO AFS

Data d'iscrizione : 03.05.09

http://a-f-s.it

Tornare in alto Andare in basso

Re: Le strada ferrate delle solfare

Messaggio  Admin il Ven Ago 28, 2015 3:11 pm

ancora un'immagine della ferrovia mineraria Sikelia che non ha bisogno di descrizione Very Happy

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]

_____________________________
Roberto

Copiare e/o imitare l'AFS non è difficile: è semplicemente inutile [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]

Parcere subiectis et debellare superbos
avatar
Admin
SOCIO AFS
SOCIO AFS

Data d'iscrizione : 03.05.09

http://a-f-s.it

Tornare in alto Andare in basso

Re: Le strada ferrate delle solfare

Messaggio  Contenuto sponsorizzato


Contenuto sponsorizzato


Tornare in alto Andare in basso

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto


 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum