Pillole di Storia e Ferrovie

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Re: Pillole di Storia e Ferrovie

Messaggio  classe47 il Dom Gen 20, 2013 4:23 pm

Giovanni ha scritto:
classe47 ha scritto:
Giovanni ha scritto:Oggi abbiamo deciso di inserire anche un bunker tipico fortino degli anni '30, che in molti casi avevano il compito di difendere la ferrovia. Secondo me questo qua è adatto, si trova a Capo Alì e dietro c'è la ferrovia, che ne dite?


Non servivano a proteggere la ferrovia, bensì a presidiare zone costiere che si prestavano ad eventuali sbarchi nemici.
Li trovi sparsi lungo le coste della nostra isola (ma non solo in Sicilia), talvolta anche parecchi Km distanti dal mare, ma in posizioni da dove era possibile mettere la costa sotto tiro.
Ovvio che questo di Capo ALì serviva a tale scopo, vedi leapfrog effettuato dagli inglesi nel '43 proprio in queste acque, ma avevavo anche tale scopo, le ferrovie erano vie di penetrazioni importanti come le strade, quindi non tutti avevano il compito di prteggere le coste. Le ricordo che in queste opere alloggiavano armi di piccolo calibro e con poca gittata, molti non guardano neanche il mare quindi la sua affermazione è errata. Messina aveva due fronti, il fronte a mare che presidiava sia strada che la costa e il fronte a terra che aveva il compito di impedire la penetrazione nei centri tipo Messina, nei colli il compito di proteggere le coste erano affidato alle batterie spesso doppio compito contraerea e navale.
Inoltre perchè durante le ritirate venivano fatti saltare in aria ponti stradali e ferrovie? Semplice per impedire l'avanzata del nemico, il quale cercava di controllare le infrastrutture, in tutta Italia ci sono disseminati bunker proprio accanto alla ferrovia dove il mare non si vede neanche col binocolo.

Ferrovie, fabbriche, vie di comunicazione in genere, impianti di trasmissione di energia ( linee alta tensione, oleodotti, gasdotti, etc ) rappresentano obiettivi bellici di cui, in caso di guerra, ogni parte belligerante cerca di avere disponibilità se può tornare utile al proprio sforzo bellico. Pertanto, se il belligerante ha già a disposizione tali strutture cercherà di difenderle; se sono in possesso del nemico cercherà, in prima ipotesi di distruggergliele o, in seconda ipotesi, qualora il momento strategico è già nettamente favorevole cercherà di non danneggiarle per appropriarsene e usarle a suo vantaggio nel proseguimento del proprio sforzo bellico.
Fatta questa premessa bisogna dire che la minaccia maggiore per questo tipo di obiettivi è costituita dai bombardamenti aerei, e, ove gli impianti siano situati vicino alla costa, dai cannoneggiamenti navali.
E’ impensabile immaginare di poter difendere questi obiettivi da tali tipi di offesa con questo tipo di bunker che in pratica erano nidi di mitragliatrici o cannoncini . Con essi si potevano contrastare le truppe nemiche e i loro mezzi meccanizzati ma, poiché potevano consentire alle armi dentro di essi un BRANDEGGIO limitato e un ALZO di pochi gradi risultavano praticamente innocui contro gli attacchi aerei. Altrettanto innocui erano contro eventuali bombardamenti dal mare, per limitatezza di calibro e di gittata.
I bunker che troviamo in giro per la nostra isola sono stati costruiti durante la guerra.
La retorica fascista, negli anni 30 non ammetteva che “ alcun nemico potesse mettere piede sul suolo italico, la cui difesa era affidata ai valorosi soldati italiani”.
Quando durante la guerra certe sicurezze vennero meno, si diede via a una rapida organizzazione della difesa dei nostri confini marittimi. Disseminando lungo le coste bunker come quello di Calamona lungo la SS 113 dir, vicino Capo Rasocolmo .
Con lo scopo, ribadisco, di ostacolare eventuali sbarchi.
Niente di strano se alcune di queste costruzioni in cemento risultano situate non in vista del mare, certamente esse sono state realizzate in posti ove non si escludeva, per l’orografia del terreno o per altri motivi, una possibilità di penetrazione delle truppe nemiche sbarcate.

Bunker presso la costa Siracusana
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Bunker lontano dalla costa sulla SS124 Siracusa Floridia
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P,S. La discussione è interessante, se avesse sviluppi, ritengo andrebbe spostata da questo thread squsitamente modellistico.
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Re: Pillole di Storia e Ferrovie

Messaggio  Giovanni il Dom Gen 20, 2013 5:34 pm

classe47 ha scritto:
Giovanni ha scritto:
classe47 ha scritto:
Giovanni ha scritto:Oggi abbiamo deciso di inserire anche un bunker tipico fortino degli anni '30, che in molti casi avevano il compito di difendere la ferrovia. Secondo me questo qua è adatto, si trova a Capo Alì e dietro c'è la ferrovia, che ne dite?


Non servivano a proteggere la ferrovia, bensì a presidiare zone costiere che si prestavano ad eventuali sbarchi nemici.
Li trovi sparsi lungo le coste della nostra isola (ma non solo in Sicilia), talvolta anche parecchi Km distanti dal mare, ma in posizioni da dove era possibile mettere la costa sotto tiro.
Ovvio che questo di Capo ALì serviva a tale scopo, vedi leapfrog effettuato dagli inglesi nel '43 proprio in queste acque, ma avevavo anche tale scopo, le ferrovie erano vie di penetrazioni importanti come le strade, quindi non tutti avevano il compito di prteggere le coste. Le ricordo che in queste opere alloggiavano armi di piccolo calibro e con poca gittata, molti non guardano neanche il mare quindi la sua affermazione è errata. Messina aveva due fronti, il fronte a mare che presidiava sia strada che la costa e il fronte a terra che aveva il compito di impedire la penetrazione nei centri tipo Messina, nei colli il compito di proteggere le coste erano affidato alle batterie spesso doppio compito contraerea e navale.
Inoltre perchè durante le ritirate venivano fatti saltare in aria ponti stradali e ferrovie? Semplice per impedire l'avanzata del nemico, il quale cercava di controllare le infrastrutture, in tutta Italia ci sono disseminati bunker proprio accanto alla ferrovia dove il mare non si vede neanche col binocolo.

Ferrovie, fabbriche, vie di comunicazione in genere, impianti di trasmissione di energia ( linee alta tensione, oleodotti, gasdotti, etc ) rappresentano obiettivi bellici di cui, in caso di guerra, ogni parte belligerante cerca di avere disponibilità se può tornare utile al proprio sforzo bellico. Pertanto, se il belligerante ha già a disposizione tali strutture cercherà di difenderle; se sono in possesso del nemico cercherà, in prima ipotesi di distruggergliele o, in seconda ipotesi, qualora il momento strategico è già nettamente favorevole cercherà di non danneggiarle per appropriarsene e usarle a suo vantaggio nel proseguimento del proprio sforzo bellico.
Fatta questa premessa bisogna dire che la minaccia maggiore per questo tipo di obiettivi è costituita dai bombardamenti aerei, e, ove gli impianti siano situati vicino alla costa, dai cannoneggiamenti navali.
E’ impensabile immaginare di poter difendere questi obiettivi da tali tipi di offesa con questo tipo di bunker che in pratica erano nidi di mitragliatrici o cannoncini . Con essi si potevano contrastare le truppe nemiche e i loro mezzi meccanizzati ma, poiché potevano consentire alle armi dentro di essi un BRANDEGGIO limitato e un ALZO di pochi gradi risultavano praticamente innocui contro gli attacchi aerei. Altrettanto innocui erano contro eventuali bombardamenti dal mare, per limitatezza di calibro e di gittata.
I bunker che troviamo in giro per la nostra isola sono stati costruiti durante la guerra.
La retorica fascista, negli anni 30 non ammetteva che “ alcun nemico potesse mettere piede sul suolo italico, la cui difesa era affidata ai valorosi soldati italiani”.
Quando durante la guerra certe sicurezze vennero meno, si diede via a una rapida organizzazione della difesa dei nostri confini marittimi. Disseminando lungo le coste bunker come quello di Calamona lungo la SS 113 dir, vicino Capo Rasocolmo .
Con lo scopo, ribadisco, di ostacolare eventuali sbarchi.
Niente di strano se alcune di queste costruzioni in cemento risultano situate non in vista del mare, certamente esse sono state realizzate in posti ove non si escludeva, per l’orografia del terreno o per altri motivi, una possibilità di penetrazione delle truppe nemiche sbarcate.

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P,S. La discussione è interessante, se avesse sviluppi, ritengo andrebbe spostata da questo thread squsitamente modellistico.
Molto probabilmente non riusciamo a capirci, prendiamo per esempio Messina, era una piazzaforte di elevata importanza quindi bisognava proteggere sia le sue coste da eventuali sbarchi ed evitare la penetrazione dai monti Peloritani. Nel post precedente non ho assolutamente parlato di attacchi aerei, l'antiaerea era affidata alle batterie adatte, questi fortini servivano solo come anti sbarco ma anche per ritardare l'avanzata nemica.
Le ferrovie potevano essere importanti vie di penetrazione in quanto si poteva raggiungere importanti centri e assicurarsi il controllo di eventuali materie prime. La mia affermazione servivano per proteggere significa che vi era il bisogno di bloccare un eventuale avanzata nemica. Inoltre noto un vistoso cambio di versione tra i due post , con affermazione tra di loro contraddittorie. Inoltre Lei lo sa che nel luogo della seconda foto accanto si vede un ex stazione? Si tratta della Siracusa- Ragusa Vizzini a scartamento ridotto, che guarda caso fu requisita dalla 8^ armata inglese proprio allo scopo di penetrare dal Ragusano, al Calatino e nel siracusano, e che aiutò notevolmente la presa da parte degli alleati della piazzaforte di Palazzolo Acreide. Ci stanno molte fonti che confermano la mia tesi. Concordo anch'io di spostare la discussione, e mi scuso per l'OT
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Re: Pillole di Storia e Ferrovie

Messaggio  Gualtiero il Dom Gen 20, 2013 7:34 pm

Discussione davvero interessante. Però mi duole dire che per esempio, sulla linea di valico dei Peloritani o sull'Alcantara - Randazzo e altre ferrovie non ricordo affatto di questo genere di fortificazioni. Il Valico credo di conoscerlo bene. Ovvio che questi bunker nascono per controllare strade e mare vista la loro posizione. E' anche vero che le nostre ferrovie corrono anche lungo il mare ma le due cose non sono strettamente connesse. Credo che le ferrovie venissero bombardare dall'alto e i bunker servissero per controllare le strade. Infatti nella vecchia SS113 dopo don Minico se ne vedono parecchi...ma lungo la ferrovie nemmeno uno!Le milizie non avanzavano via terra??o anche via treno?? scratch

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Re: Pillole di Storia e Ferrovie

Messaggio  Gualtiero il Dom Gen 20, 2013 7:56 pm

Anche se l'Alcantara - Randazzo fu inaugurata dopo la seconda guerra mondiale.

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Re: Pillole di Storia e Ferrovie

Messaggio  Giovanni il Dom Gen 20, 2013 8:36 pm

Gualtiero ha scritto:Discussione davvero interessante. Però mi duole dire che per esempio, sulla linea di valico dei Peloritani o sull'Alcantara - Randazzo e altre ferrovie non ricordo affatto di questo genere di fortificazioni. Il Valico credo di conoscerlo bene. Ovvio che questi bunker nascono per controllare strade e mare vista la loro posizione. E' anche vero che le nostre ferrovie corrono anche lungo il mare ma le due cose non sono strettamente connesse. Credo che le ferrovie venissero bombardare dall'alto e i bunker servissero per controllare le strade. Infatti nella vecchia SS113 dopo don Minico se ne vedono parecchi...ma lungo la ferrovie nemmeno uno!Le milizie non avanzavano via terra??o anche via treno?? scratch
Ce ne sono Gualtiero nelle nostre zone vedi Scaletta e visto che si trova nella costa serviva anche a tale scopo, il tutto dipendeva dall'importanza dell'opera, nella foto sopra puoi vedere un esempio. Non si avanzava col treno ma si usava il sedime come se fosse una strada e ci sono prove fidati di me. Per quanto riguarda la distruzione delle ferrovie è logico che venivano distrutte dall'alto ma era anche necessario presidiarle per impedire l'avanzata nemica e prevenire atti di sabotaggio
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Re: Pillole di Storia e Ferrovie

Messaggio  Gualtiero il Dom Gen 20, 2013 9:10 pm

Giovanni ha scritto:
Gualtiero ha scritto:Discussione davvero interessante. Però mi duole dire che per esempio, sulla linea di valico dei Peloritani o sull'Alcantara - Randazzo e altre ferrovie non ricordo affatto di questo genere di fortificazioni. Il Valico credo di conoscerlo bene. Ovvio che questi bunker nascono per controllare strade e mare vista la loro posizione. E' anche vero che le nostre ferrovie corrono anche lungo il mare ma le due cose non sono strettamente connesse. Credo che le ferrovie venissero bombardare dall'alto e i bunker servissero per controllare le strade. Infatti nella vecchia SS113 dopo don Minico se ne vedono parecchi...ma lungo la ferrovie nemmeno uno!Le milizie non avanzavano via terra??o anche via treno?? scratch
Ce ne sono Gualtiero nelle nostre zone vedi Scaletta e visto che si trova nella costa serviva anche a tale scopo, il tutto dipendeva dall'importanza dell'opera, nella foto sopra puoi vedere un esempio. Non si avanzava col treno ma si usava il sedime come se fosse una strada e ci sono prove fidati di me. Per quanto riguarda la distruzione delle ferrovie è logico che venivano distrutte dall'alto ma era anche necessario presidiarle per impedire l'avanzata nemica e prevenire atti di sabotaggio

Ti conosco, so che sei appassionato e di te mi fido...ma come mai queste fortificazioni si trovano lungo la costa...e in montagna raramente vicino una ferrovia?! La Canicattì - Gela non presente nessuna di queste fortificazione, la Gela -Licata si ma lato mare, per esempio, la Palermo - Agrigento nemmeno l'ombra...perché non costruirli in ogni ferrovia?! Però di quello che dici mi fido ovviamente. Smile

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Re: Pillole di Storia e Ferrovie

Messaggio  Ferryboat il Lun Gen 21, 2013 9:39 am

Per via delle linee difensive, è ovvio che lo sbarco Alleato poteva avvenire maggiormente da Sud, una volta caduta Pantelleria e Malta, quindi era più logico difendere queste zone. Altra cosa importante è che a parte i piccoli posti di blocco, c'erano le C.A. che ovviamente non erano soltanto ubicate sulla costa.
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Re: Pillole di Storia e Ferrovie

Messaggio  freccia del sud il Lun Gen 21, 2013 12:57 pm

alcune casematte si trovano anche sul litorale fra milazzo e barcellona.
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Re: Pillole di Storia e Ferrovie

Messaggio  Giovanni il Lun Gen 21, 2013 2:12 pm

freccia del sud ha scritto:alcune casematte si trovano anche sul litorale fra milazzo e barcellona.
Milazzo era considerata la piccola Festung ovvero piccola fortezza.
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Re: Pillole di Storia e Ferrovie

Messaggio  Giovanni il Lun Gen 21, 2013 2:24 pm

Gualtiero ha scritto:
Giovanni ha scritto:
Gualtiero ha scritto:Discussione davvero interessante. Però mi duole dire che per esempio, sulla linea di valico dei Peloritani o sull'Alcantara - Randazzo e altre ferrovie non ricordo affatto di questo genere di fortificazioni. Il Valico credo di conoscerlo bene. Ovvio che questi bunker nascono per controllare strade e mare vista la loro posizione. E' anche vero che le nostre ferrovie corrono anche lungo il mare ma le due cose non sono strettamente connesse. Credo che le ferrovie venissero bombardare dall'alto e i bunker servissero per controllare le strade. Infatti nella vecchia SS113 dopo don Minico se ne vedono parecchi...ma lungo la ferrovie nemmeno uno!Le milizie non avanzavano via terra??o anche via treno?? scratch
Ce ne sono Gualtiero nelle nostre zone vedi Scaletta e visto che si trova nella costa serviva anche a tale scopo, il tutto dipendeva dall'importanza dell'opera, nella foto sopra puoi vedere un esempio. Non si avanzava col treno ma si usava il sedime come se fosse una strada e ci sono prove fidati di me. Per quanto riguarda la distruzione delle ferrovie è logico che venivano distrutte dall'alto ma era anche necessario presidiarle per impedire l'avanzata nemica e prevenire atti di sabotaggio

Ti conosco, so che sei appassionato e di te mi fido...ma come mai queste fortificazioni si trovano lungo la costa...e in montagna raramente vicino una ferrovia?! La Canicattì - Gela non presente nessuna di queste fortificazione, la Gela -Licata si ma lato mare, per esempio, la Palermo - Agrigento nemmeno l'ombra...perché non costruirli in ogni ferrovia?! Però di quello che dici mi fido ovviamente. Smile
Era indispensabile proteggere la costa meridionale dell'isola, quindi la zona del siracusano e ragusano.
Il momento in cui sbarca il nemico è quello più debole coprendo ogni via di possibile penetrazione all'interno ,nel caso di capo alì, era compreso quel tratto di ferrovia, ovviamente le altre opere ritirate al'interno dovevano bloccare la penetrazione nemica ormai dentro il territorio.Gli attacchi più pericolosi alle piazze marittime erano potenzialmente quelle ai fianchi,e guardacaso, i confini della piazzaforte di messina sono a sud Alì e Scaletta dove ci sono le postazioni e la batteria Margottini( anti aerea), a nord a Calamona, quello di Capo scaletta è un posto di blocco costiero, chiaramente pensato per protegere l'accesso a Messina da sud, nel caos anche in cui il nemico si fosse impossessato della linea ferroviaria.
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Re: Pillole di Storia e Ferrovie

Messaggio  Gualtiero il Mar Gen 29, 2013 1:09 pm

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Messaggio  Ferryboat il Gio Feb 14, 2013 2:55 pm

Piccola nota storica dell'amico Antonio D'Angelo Very Happy Very Happy Very Happy

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Messaggio  Admin il Ven Mar 08, 2013 8:45 pm

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Messaggio  Ferryboat il Lun Mar 11, 2013 11:51 am

Segnalo questo importante "pezzo" per restare in tema, di storia....

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Messaggio  Admin il Lun Mar 11, 2013 1:05 pm

Ferryboat ha scritto:Segnalo questo importante "pezzo" per restare in tema, di storia....

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veramente interessante,
aggiungo anch'io una fonte
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Messaggio  Gualtiero il Mar Mar 12, 2013 12:09 pm

Davvero un ottimo documento. Una bella pagina della nostra storia. Bravi.

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Messaggio  Gualtiero il Mer Mar 13, 2013 7:53 pm

Che pillole.......

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D341 seconda serie, Fiat, livrea origine. Unità 1029-1066-1022 Dep. Loc. Catanzaro Lido.

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Messaggio  freccia del sud il Mer Mar 13, 2013 8:53 pm

il graffito si riferisce alle loco?????? Laughing Laughing Laughing
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Messaggio  Gualtiero il Mer Mar 13, 2013 9:36 pm

freccia del sud ha scritto:il graffito si riferisce alle loco?????? Laughing Laughing Laughing

Ho pensato la stessa cosa...per me si Smile

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Messaggio  Ferryboat il Mer Mar 13, 2013 9:54 pm

Gualtiero ha scritto:
freccia del sud ha scritto:il graffito si riferisce alle loco?????? Laughing Laughing Laughing

Ho pensato la stessa cosa...per me si Smile

Solo tu puoi fare foto così!Certo che sono storia ormai.. tongue
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Messaggio  Gualtiero il Mer Mar 13, 2013 10:11 pm

Ne arriveranno altre di pillole!!

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che strana (e interessante) cartolina

Messaggio  Admin il Ven Mar 15, 2013 8:41 pm

Sono recentemente venuto in possesso di questa interessante cartolina edita in Francia nel 1962

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La cartolina in realtà promuove la posa in opera di traversine in cemento sulla linea Palermo - Catania, tra le stazioni di Muglia e Catenanuova.
Nella didascalia è precisato che le traversine sono prodotte dalla SEPCA di Catania.

Magari qualcuno (penso ad esempio al nostro John) può dirci qualcosa di più. Chissà Question

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Re: Pillole di Storia e Ferrovie

Messaggio  Gualtiero il Ven Mar 15, 2013 8:58 pm

Allucinante. Ma che anno porta??
Sono traversine in calcestruzzo armato precompresso (c.a.p.) del tipo bi-blocco. Fu adottato, se non erro, dal 1963. La cosa particolare rispetto alle traversine attuali bi-blocco è che sono unita da quella travetta metallica. Ripeto..allucinante!

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Re: Pillole di Storia e Ferrovie

Messaggio  Admin il Ven Mar 15, 2013 9:05 pm

Gualtiero ha scritto:Allucinante. Ma che anno porta??
Sono traversine in calcestruzzo armato precompresso (c.a.p.) del tipo bi-blocco. Fu adottato, se non erro, dal 1963. La cosa particolare rispetto alle traversine attuali bi-blocco è che sono unita da quella travetta metallica. Ripeto..allucinante!

la cartolina -come già detto- è del 1962 Exclamation pirat cheers lol!

Parziale OT
Segnalo che Sabato 30 marzo alle 17:30, alla Biblioteca Regionale Giambattista Caruso di Catania, sarà inaugurata la mostra documentaria Catania industriale. L’economia catanese tra il XIX e il XX secolo attraverso la stampa periodica.

La mostra, a cura del dott. Vincenzo Romeo (dirigente dell’U. O. IV-Periodici della BRS-CT), che resterà aperta fino al 30 aprile, vuol essere un omaggio a un settore economico che ha contribuito alla storia produttiva di cui si può andare fieri e che, insieme al altre non poche cose, caratterizza e fa parte della storia identitaria isolana. Essa prende in considerazione la storia dell’industria catanese a partire dall’ultimo ventennio dell’Ottocento, periodo a cui risalgono i primi periodici posseduti dall’Emeroteca della nostra Biblioteca, e arriva praticamente fin quasi ai nostri giorni: dall’industria dello zolfo (sicuramente la più importante tra la fine del sec. XIX e i primi del sec. XX), a quella agroalimentare (famose le fabbriche di liquirizia), da quella chimica (industria del citrato di calce, derivato dagli agrumi),a quella tessile (filati di cotone e lino) e dell’arredamento (mobili in legno e in ferro) fino all’industria della lavorazione della pietra lavica. Spiccano, in questo variegato e attivissimo panorama, numerosi imprenditori, protagonisti della vita economica catanese, i cui nomi sono rimasti scolpiti nella nostra memoria e nella nostra storia: dai Trewell, ai Brodbeck, ai Caflish, agli Stecker, ai Reitmann, ai Ventura, ai Colussi, ai Torrisi. Come non si possono essere dimenticati nomi di aziende, che spiccano tra le altre, come quelli della S.E.P.C.A., della Sibeg CocaCola, delle Acciaierie di Sicilia, della Cesame, della SgsThomson (fondata da Pasquale Pistorio) oggi St Microelectronics. Questa esposizione vuol essere anche una rievocazione della dedizione al lavoro dei siciliani (anche se essi spesso sono rappresentati, invece, per tutt’altre cose meno lodevoli) e per far ciò si vuole terminare ricordando quell’elogio che il prof. Santi Correnti riporta nella sua “Storia di Sicilia” e citando, come lui, le parole del grande poeta Salvatore Quasimodo: “Dove si inizia una civiltà, la sera, tra gli accampamenti, si ode sempre un canto siciliano”.


Ultima modifica di Admin il Sab Mar 16, 2013 8:36 am, modificato 2 volte

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Messaggio  Gualtiero il Ven Mar 15, 2013 9:08 pm

Admin ha scritto:
Gualtiero ha scritto:Allucinante. Ma che anno porta??
Sono traversine in calcestruzzo armato precompresso (c.a.p.) del tipo bi-blocco. Fu adottato, se non erro, dal 1963. La cosa particolare rispetto alle traversine attuali bi-blocco è che sono unita da quella travetta metallica. Ripeto..allucinante!

la cartolina -come già detto- è del 1962 Exclamation pirat cheers lol!

E beh...siamo proprio in quel periodo...potrebbe essere una sperimentazione?! Una bella chicca.

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Messaggio  Admin il Ven Mar 15, 2013 9:10 pm

grazie Gualt Wink

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Re: Pillole di Storia e Ferrovie

Messaggio  john il Ven Mar 15, 2013 11:51 pm

Caspita Roberto, hai trovato qualcosa di veramente interessante! Compreso il numero sbiadito che indentificava con sole due cifre l'automotrice.
Se non sbaglio la SEPCA si trovava nella zona industriale. Traversine così le ho viste la prima volta in Francia negli anni '70. Domani al Club chiederò conferma a qualcuno più anziano di me che può dirmi qualcosa di più.

john

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Re: Pillole di Storia e Ferrovie

Messaggio  Admin il Sab Mar 16, 2013 8:34 am

john ha scritto:Caspita Roberto, hai trovato qualcosa di veramente interessante! Compreso il numero sbiadito che indentificava con sole due cifre l'automotrice.
Se non sbaglio la SEPCA si trovava nella zona industriale. Traversine così le ho viste la prima volta in Francia negli anni '70. Domani al Club chiederò conferma a qualcuno più anziano di me che può dirmi qualcosa di più.

Grazie John,
è l'automotrice n. 97.
Attendiamo tue notizie Wink

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Re: Pillole di Storia e Ferrovie

Messaggio  john il Sab Mar 16, 2013 11:22 pm

Parlando con gli amici più anziani del Club AFC è venuto fuori che effettivamente intorno agli anni '50 e '60 nella zona di Catania c'erano due fabbriche che producevano anche traversine.
Una era la S.E.P.C.A. che era nella zona industriale di Catania e già produceva traversine alla fine anni '50. Sicuramente quelle traverse della foto erano in prova. Nessuno si ricordava di lunghi tratti modificati con tali traversine.
L'altra fabbrica era nella zona di Misterbianco.
L'argomento di oggi era purtroppo la vaporiera Mascali della FCE portata in una piazza di Catania, che domani verrà inaugurata per il suo riassetto.
Temiamo tutti che in pratica abbiamo perso una vaporiera (che può funzionare) lasciata alla mercè dei vandali. Qualcuno dice che è temporaneamente messa lì. Mah, speriamo.

john

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Re: Pillole di Storia e Ferrovie

Messaggio  Admin il Dom Mar 17, 2013 7:05 am

Se puoi, manda i una foto della nuova collocazione della Mascali

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